La pagliacciata di Istanbul è proprio una… buffonata. Come possono i grandi soloni della politichetta di quint’ordine pensare di risolvere il conflitto russo-ucraino quanto non esiste uno Statista rettamente inteso capace di impostare un negoziato degno di questo nome? Dove sono i giocolieri di Washington, di Bruxelles, di Londra, di Roma, di Parigi e di chissà quale altra stanza dei bottoni? Dov’è la vecchia sapienza politica che scaturiva dagli Statisti che un tempo l’Europa poteva vantare? Apparati politici inesistenti fondati sulla mera propaganda e miserabili diplomazie rappresentate dalla mediocrità bovina di delegazioni improbabili non combineranno nulla di concreto. Parlano di pace ma tramano nel bujo affinché le ostilità continuino, parlano di pace ma la loro parola d’ordine è “riarmo”, parlano di Unione europea ma emarginano la Terza Roma, parlano di tutto e non concretizzano nulla. Di che cosa si discute o si discuterà a Istanbul? Si stapperà una bottiglia di spumante, si farà un brindisi e si riderà tutti insieme. Quando inizia la festa – pardon il festino! – delle istituzioni? Una domanda è lecita: perché la grande adunata si tiene proprio a Istanbul? La risposta a questa domanda è di una semplicità estrema e cioè perché la Turchia forte di questo evento potrà in futuro ipotecare l’ingresso nell’Unione europea. Il conflitto russo-ucraino in realtà non interessa a nessuno; ciò che interessa è invece l’allargamento dell’Unione europea fino alla Turchia per ragioni puramente politiche. Con quale grande Paese confina la Turchia? Con l’Iran ovverosia con lo storico nemico degli Stati Uniti.