Nel vater dei servizii igienici di un albergo newyorkese uno spettacolo immondo appare agli occhi di una donna nello stesso impiegata. La lavoratrice entra in una camera per rifare il letto e sistemare il bagno; cioè che vede è oggettivamente vomitevole. Nel vater – comunque sporco e non si aggiungono altri dettagli – giace un bambino di pochi giorni rigorosamente morto e insieme al bimbo nel vater v’è pure un serpente di piccole dimensioni attorcigliato attorno al corpo della vittima. La dipendente dell’albergo è colpita da un malore improvviso, cade a terra, batte la testa sullo spigolo del piano che contiene il lavabo e inizia a perdere sangue. Dopo pochi secondi dalla disgrazia per la donna non v’è più nulla da fare: è morta. Questa vicenda davvero orrenda fatta di neonati morti, serpenti schifosi e vater sporchi è indegna ma d’altro canto gli Stati Uniti hanno dimenticato la parola “dignità” ormai da tempo immemorabile. Tra immoralità e nefandezze, barbarie invereconde e bestialità umilianti la federazione guidata da Washington continua a dare il peggio di sé. Qui non esistono nemmeno le regole minime perché una civiltà possa essere definita tale. Ma il neonato morto di chi è figlio? Chi sono i suoi genitori? Chi è la madre? A queste domande nessuno riesce a dare una risposta. Una storia tanto tremenda quanto triste!