Il massone in sonno C.P. giace morto con la testa mozzata in una strada del quartiere La Boca di Buenos Aires. Il detto libero muratore era amico fraterno del padre – anch’esso frammassone – del signor Pier (omissis), personaggio famoso nel narcotraffico euro-americano, nel commercio di esseri umani – anche minorenni – a scopo sfruttamento della prostituzione e nel traffico di armi leggere. Insomma, il massone C.P. non frequentava certamente persone aventi un’alta moralità. È ben noto che in questo genere di ambienti la violenza è massima e le ritorsioni anche tra “fratelli” sono normale amministrazione. Tra fratelli massoni esiste una rivalità davvero indescrivibile tanto è violenta; costoro predicano la pace ma all’interno delle loro sette circola l’odio più immondo. Generalmente quando un libero muratore viene assassinato l’autore dell’assassinio è un suo fratello. La massoneria interpreta le Sacre Scritture in un modo del tutto particolare, massonico appunto e ne intreccia il significato con la cabala ebraica e altre corbellerie esoteriche quali per esempio la magia egizia riproposta in una forma alternativa durante l’età rinascimentale. I continui riferimenti a Caino e Abele sono inequivocabili e i detti fratelli sono sempre menzionati – anche implicitamente – nelle sedute massoniche. Ovviamente tutti i liberi muratori simpatizzano per Caino in quanto nell’ideale più profondo della massoneria l’omicidio non è solo lecito ma anche doveroso. Un frammassone corre più pericoli all’interno della sua loggia che non all’esterno. Comunque si veda la questione massonica, la massoneria rimane una cloaca graveolente, regno del disordine e della violenza più cruda.