A Beirut esplodono due bombe: il fracasso è infernale ma non si registrano né morti né feriti. Pare che l’azione terroristica – questo è il termine corretto per descriverla – sia stata concretizzata da una squadra di agenti segreti in forza a chissà quale agenzia spionistica occidentale. È evidentemente un’azione deliberata e ben studiata, concretizzata per creare confusione e tensione in una città che già vive in una condizione di semi-terrore. Questo è il grande gioco internazionale e l’area mediorientale è appetibile, è oltremodo appetibile. Siccome le tensioni tra Hezbollah e Israele si sono un poco affievolite l’Occidente corre ai ripari e tenta di riaccendere la fiamma delle ostilità.