Circa cinque quintali di generi alimentari stoccati nella Striscia di Gaza prendono fuoco e vanno in fumo. La natura dell’incendio appare assai strana, casualmente vengono colpiti gli ajuti che spettano ai palestinesi. È del tutto evidente che l’incendio è doloso e scaturisce da una ben precisa strategia atta a lasciare gli abitanti della Striscia nella miseria più assoluta. Le fiamme vengono domate ma ormai il disastro ha avuto luogo; cinque quintali di generi alimentari rappresentano una quantità di cibo sicuramente non trascurabile. Mentre i palestinesi vedono la miseria dilagare e – ancor peggio – vedono risorse necessarie per la sopravvivenza bruciare come pattumiera comune i cosiddetti benefattori in forza alle Organizzazioni Non Governative che operano nella regione si saziano a volontà. I signori pagati dalle ONG mangiano ogni prelibatezza, nei loro piatti si vedono branzini, orate, bistecche alla fiorentina, caviale, spaghetti allo scoglio, spaghetti alle vongole, fritti misti, patatine fritte, torte al cioccolato, crostate alla frutta, macedonia. Insomma, nelle mense riservate ai parassiti delinquenti delle ONG si mangia di tutto; il menù di lor signori è davvero speciale.