Gli Huthi beneficiano di nuovi armamenti concessi loro da Teheran, considerata l’infinita serie di attacchi d’Israele sullo Yemen l’Iran non poteva che rifornire militarmente l’alleato yemenita. La violenza aggressiva di Tel Aviv nei confronti del nemico è oggettivamente ingiustificabile tanto dal punto di vista militare quanto dal punto di vista della convenienza. Peraltro, tra Israele e lo Yemen – dal punto di vista geografico – vi sono la Giordania e l’Arabia Saudita il che rende ancor più insignificante il continuo accanimento di Tel Aviv nei confronti di Sana’a. Israele continua ad aprire nuovi fronti di guerra e continua altresì ad alimentare smisuratamente quelli già aperti. Non è difficile comprendere che lo Stato giudaico sta combattendo una guerra imperialistica o volta a un’azione imperialistica. Israele in guerra con pressoché tutto il Medio Oriente? Ebbene sì, è proprio così. Forse che Tel Aviv voglia posizionarsi nella regione del Golfo Persico per colpire più da vicino il nemico di sempre ovverosia l’Iran? Gli armamenti che può sfoderare Israele sono veramente straordinarii e la forza bellica che scaturisce da Tel Aviv può opporsi a qualsivoglia apparato militare delle maggiori Potenze sia occidentali che orientali. Rimane il fatto che Israele è un Paese territorialmente piccolo e se solo i suoi avversarii mediorientali volessero eliminarlo lo potrebbero fare molto probabilmente piuttosto agevolmente benché Tel Aviv sia forte. Ciò che non si comprende è proprio l’immobilismo o la scarsa reazione degli Stati del Medio Oriente che a Israele di oppongono. Perché costoro non affondano il colpo? Perché la grande coalizione che vede in Teheran la guida spirituale nella battaglia contro Tel Aviv non annienta il nemico? Lo potrebbe fare legalmente. Viene da pensare che la catastrofe mediorientale sia studiata a tavolino da forze al di sopra della politica ed esterne ad essa per raggiungere obbiettivi più profondi e più biechi. Attenzione! Uno sterminio vero e proprio è già posto in essere nel Medio Oriente e siccome l’economia e l’ingegneria informatica stanno sempre più inasprendosi il fenomeno non può che peggiorare.