Nella Spagna a trazione socialista il lavoro nero è più diffuso che mai e i tanto propagandati diritti dei lavoratori sembrano svaniti nel nulla nel silenzio più totale. Nel córso di una serie d’indagini che più squadre del Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata stanno effettuando in varie città della Spagna sta emergendo che i lavoratori senza un regolare contratto di lavoro sono davvero parecchi. Le due donne del S.A.F. che stanno indagando in tal senso nella città di Barcellona hanno individuato due persone – padre e figlio – che lavorano nel settore edile ma senza un contratto di lavoro in regola. I due lavoratori sono marocchini e vivono in Spagna già da circa sette anni ciononostante non riescono a trovare un posto di lavoro con tutti i diritti garantiti eppure lo Stato di Sua Maestà poggia su solidi pilastri socialisti. Tanto il padre quanto il figlio hanno un compenso evidentemente non fisso che fluttua tra duecento e trecento euro mensili per il padre e tra cento e centocinquanta euro mensili per il figlio. La situazione dei due lavoratori in questione è sempre stata così sin da quando sono giunti a Barcellona. I due marocchini hanno chiesto a più riprese una regolarizzazione della loro posizione ma l’azienda si rifiuta di seguire la legge e continua a procedere nell’illegalità. Per padre e figlio v’è ben poco da fare tanto è vero che hanno in preventivo di lasciare la Spagna e di spostarsi in qualche altro Paese europeo o addirittura di tornare in Marocco; stanno valutando quale scelta prendere. V’è qualche cosa di anomalo in questo governo spagnolo: è socialista, è per l’eguaglianza, è per i diritti di tutti, è per la fratellanza, è sostenitore dell’accoglienza, è per l’indifferentismo e tratta in questo modo due fratelli marocchini? Peraltro, il Marocco confina con la Spagna tramite le città di Ceuta e Melilla; ora, se Madrid si comporta in questa maniera con i vicini come si comporterà con i lontani?