Il signor Montesquieu è considerato il padre della dottrina politica della separazione dei poteri dello Stato: il potere legislativo, il potere esecutivo, il potere giudiziario. Il signor Montesquieu nasce in Francia ma nel córso della sua vita viaggia per gran parte dell’Europa fino ad approdare in Inghilterra dove si affilia alla massoneria londinese. Da ciò si evince la formazione culturale del filosofo e giurista francese, una formazione filo-massonica contraria all’ordine tradizionale, una formazione che manipola il concetto rettamente inteso di Sovrano. Per Montesquieu il Sovrano non gode del requisito di unicità bensì del requisito di pluralità ma un Sovrano siffatto rappresenta una contraddizione in termini, un ossimoro, una proposizione illogica. Inoltre, il Sovrano di Montesquieu non gode del requisito di assolutismo bensì del requisito di collegialità dunque diviene una sòrta di consiglio di amministrazione in cui tutti coloro che ne fanno parte hanno i medesimi poteri. Un fenomeno simile lo si nota nelle attuali istituzioni della Chiesa Cattolica in cui il Pontefice è divenuto – con il Concilio Vaticano II – de facto un primus inter pares nella gerarchia – ormai inesistente – della Chiesa di Roma e non gode più del requisito di Sovrano Assoluto malgrado Città del Vaticano sia de jure una Monarchia Assoluta e parimenti la Chiesa Cattolica medesima per costituzione sia anch’essa una Monarchia Assoluta. Le conseguenze che si verificano quando un Sovrano gode del requisito di collegialità sono la perdita di prestigio della funzione sovrana stessa ma soprattutto la perdita di autorevolezza del Sovrano e l’avvio dell’istituzione verso un’anarchia, anarchia che poi si rifletta sulla comunità che il Sovrano guida ma stante le suddette condizioni ha cessato di guidare. Ora, in questo marasma filosofico-giuridico-istituzionale ogni azione dell’individuo deve necessariamente passare attraverso un organo giuridico a cui è affidata la mansione di regolare – attraverso procedimenti e sentenze – la vita comune dell’intera comunità; tutte le relazioni tra individui iniziano quindi a essere sottoposte alla convalida dell’organo giuridico che diviene il solo giudice di qualsivoglia rapporto umano. Gli individui incapaci così d’impostare ogni minimo ragionamento si affidano al Leviatano che li rende suoi schiavi. Ogni relazione naturale è dunque rovinata dall’ente giuridico che pretende d’intervenite in tutte la fasi della vita dell’uomo: la relazione genitore-figlio è inquinata dalla presenza del “potere giudiziario”, la relazione marito-moglie è distrutta dal “signor terzo incomodo”, la relazione docente-discende è annientata dall’arroganza di una giurisprudenza che si erige a diritto divino senza peraltro averne i requisiti: l’esistenza dell’individuo è delegata così a un terzo che sfodera il massimo potere oppressivo sull’individuo stesso. Ecco, è nata la repubblica giudiziaria! Una istituzione che presenta le suddette caratteristiche si manifesta in tutta la sua violenza punitiva, in tutta la sua violenza più cruda. La repubblica giudiziaria si fonda sulla punizione sempre e comunque, la repubblica giudiziaria desidera trovare sempre un colpevole, la repubblica giudiziaria è malata di statolatria e cancella in toto la persona nata con l’Avvento del Cristianesimo. La repubblica giudiziaria si oppone infine all’Assolutismo Monarchico qualificandolo erroneamente come una tirannia ma nel contempo crea uno Stato liberale che vìola la legge naturale e trasforma la comunità in un insieme di atomi ben staccati l’uno dall’altro. L’Italia è un esempio palese di repubblica giudiziaria, la Francia è un altro esempio concreto di questa istituzione violenta e la lista sarebbe davvero molto lunga. Nella repubblica giudiziaria non comanda né il Sovrano rettamente inteso né la legge naturale di cui il Sovrano si fa esecutore. Nella repubblica giudiziaria comanda il terrore e ogni individuo è tutta la vita in pericolo di condanna. La marcia socialista che ha travolto la Monarchia dei Borboni in Francia a fine Settecento è arrivata alle estreme conseguenze e la tirannia che ne è derivata è sotto gli occhi di tutte le persone che – fuori da ogni ideologia politica – desiderano comprendere il significato malato di repubblica giudiziaria.