I criminali pro Palestina colpiscono ancóra e lo fanno a Udine in occasione della partita di calcio Italia-Israele. Il mondo assiste alle solite violenze non giustificate dei panciafichisti che sostengono di sposare la causa palestinese. I delinquenti – tutti appartenenti a centri sociali – si lasciano andare a nefandezze di ogni genere: lanciano qualunque oggetto càpiti loro in mano, infastidiscono persone che nulla c’entrano né con la causa palestinese né con la partita di calcio e addirittura un signore pro Palestina rompe un Crocifisso che ha portato per l’occasione con sé. Ora, è del tutto evidente che né il Crocifisso né la partita di calcio c’entrano con le questioni politiche mediorientali; la manifestazione – posto che così si possa definire – dei delinquenti di cui sopra tende esclusivamente a spargere odio, a spargere una forma d’odio molto pericolosa che potrebbe sfociare in chissà quale disastro. Le bandiere della Palestina non mancano, bandiere di cui i facinorosi non conoscono neppure il significato. V’è addirittura un fino intellettuale pro Palestina che confonde la bandiera palestinese con quella giamaicana. Da tutto ciò si evince il livello culturale nullo di questi sedicenti pacifisti che non conoscono neppure la geografia ma pretendono di salire in cattedra. Le violenze sfoderate dai criminali vanno oltre ogni limite in quanto v’è qualcuno che urina pubblicamente, v’è qualcuno che defeca schifosamente e qualcuno inizia a sputare contro chiunque. Ecco, queste sono le modalità con cui i criminali pro Palestina difendono la causa dei loro fratelli palestinesi i quali sono più civili degli pseudo-manifestanti di Udine. Peraltro, parecchi dei delinquenti che sfilano nella città friulana non sanno nemmeno quali nazionali di calcio si affrontano. Cos’altro dire?