Kiev sferra un’offensiva ai danni di Mosca e attacca la Russia nei cieli dell’oblast’ di Kursk. L’avanzata aerea dell’Ucraina si rivela un fallimento: lo scudo spaziale russo annienta i droni avversarii, circa un centinajo. La giurisdizione aerea del Cremlino pare una fortezza inespugnabile ciononostante la colazione Washington-Bruxelles séguita imperterrita nella prosecuzione della guerra o ostinatamente ripropone i suoi attacchi che puntualmente – o per intero o parzialmente – falliscono. La Federazione Russa pone in essere in maniera impeccabile tutte le strategie anche per combattere una guerra passiva cosa che invece non riesce a fare l’avversario ucraino che fatìca a impostare politiche difensive degne di essere definite tali. In questo momento Kiev non è per nulla organizzata dal punto di vista militare quanto lo è invece Mosca tanto è vero che si trova in balìa della guerra senza ricevere ajuti concreti dall’alleato occidentale. La tesi esplicitata a più riprese da Testudo Arietata e cioè che l’Ucraina sia a tutti gli effetti una pedina senza parola intrappolata nelle mani euro-statunitensi è sempre valida e lo si osserva dall’andamento del conflitto o meglio dalla posizione politica in cui l’Ucraina si trova all’interno del conflitto. Non si muove foglia che Washington non voglia!