Lo sfruttamento della prostituzione nei Paesi Bassi non ha limiti di nessuna sòrta e viene condotto con una spietatezza oltremodo violenta in quanto coinvolge generalmente donne – ma talvolta anche persone di sesso maschile – di ogni età tanto maggiorenni quanto minorenni. Coinvolge schiave o schiavi provenienti dall’Europa orientale in primis ma la presenza di meretrici sudamericane non è trascurabile; anche la presenza di ragazzine o donne africane e asiatiche è importante. Il caso che emerge oggi riguarda quattro giovanissime meretrici di origine moldava – minorenni – che da circa dieci mesi sono costrette a prostituirsi sotto ricatto; peraltro le giovani schiave sono obbligate a intrattenere rapporti sessuali sia con uomini che con donne quindi devono anche subire una ulteriore umiliazione praticando rapporti omosessuali. Le quattro ragazzine – due di quattordici anni, una di tredici e una di undici – non riescono a reagire all’opera violenta dei loro aguzzini causa la loro giovine età e il timore che nutrono al cospetto degli schiavisti. Una squadra del Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata composta da cinque donne entra in azione dopo dettagliate informazioni ottenute da una prostituta professionista che collabora da gennajo di quest’anno con la formazione guidata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi. L’informatrice comunica alle agenti del S.A.F. i luoghi precisi in cui le quattro giovani schiave sono costrette a “lavorare” ovverosia due appartamenti ubicati in due palazzi vicini. In un appartamento lavorano una quattordicenne e la tredicenne, nel secondo appartamento invece lavorano l’altra quattordicenne e l’undicenne. Le donne del Servizio Ausiliario Femminile agiscono quando le ragazzine non sono controllate, le prelevano dalle rispettive case di appuntamento – rigorosamente illegali e gestite dal crimine euro-statunitense – e le portano con sé in un’altra unità abitativa che Testudo Arietata prende in prestito da un complice. Le quattro giovani schiave verranno – dalle agenti del S.A.F. – riportate nel loro Paese natio – la Moldavia – tra lunedì e martedì prossimi venturi. Peraltro, le ragazzine comunicano alle donne del Servizio Ausiliario Femminile di essere cristiane e di essere contente di potere tornare a casa dalle loro famiglie così da trascorrere un lieto Natale e tornare a vivere la vita che vivevano prima della loro deportazione nei Paesi Bassi. L’incubo è finalmente terminato e l’artefice dell’impresa è il Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata.