Tre signore femministe fanno propaganda gender lungo una via di Amburgo ma quando sono individuate da un gruppo di madri che passano nelle vicinanze scoppia la rissa. Da una parte le femministe che difendono i rapporti innaturali, dall’altra parte cinque mamme davvero imbufalite. La rissa prende forma e la vittoria va alle madri; le femministe sono costrette a battere la ritirata con evidenti segni rossi sui loro brutti ceffi, segni rossi dovuti ai ceffoni pesanti che le madri portatrici di giustizia regalano alle avversarie. Gli schiaffoni della verità producono una musica paradisiaca, una musica oseremmo dire quasi celeste che sotterra la volgarità perversa di quelle bestemmie contro l’umanità. Peraltro, una delle tre signore femministe è pure una sacerdotessa luterana impegnata a propagandare – oltre all’ideologia gender – anche l’aborto, l’eutanasia, la sodomia e addirittura il cannibalismo e la zooerastia. La signora sacerdotessa inoltre ha già svolto questo genere di attività malefica anche in Francia, in Spagna e negli Stati Uniti quindi è bene conosciuta nella cloaca della malvagità.