Esistono criminali che possono viaggiare nel mondo nonostante su di essi pendano mandati di arresto internazionali. Ora, posto che il diritto internazionale è l’espressione compiuta della tirannide più estrema perché annulla ogni confine e ogni frontiera rimane il dubbio se una persona identificata quale criminale possa viaggiare attraverso giurisdizioni senza patire nessuna conseguenza. È evidente che quando il criminale è una persona comune perde ogni garanzia dinanzi alla “giustizia” e il trattamento che gli verrebbe riservato è indescrivibile, quando invece il criminale ricopre un ruolo di potere ha diritto all’impunità. Ora, ribadiamo che il diritto internazionale è un insulto alla giurisprudenza rettamente intesa, è un insulto ai costumi dei popoli, è un’offesa al credo che i detti popoli professano, è uno schiaffo alla persona tuttavia la domanda è lecita: perché un criminale comune è privo di garanzia e un criminale illustre è protetto sino all’inverosimile? Un poveraccio è destinato all’inferno perché nessun magistrato del mondo crederà alle sue parole ma un delinquente famoso ha due possibilità; o è un amico degli Stati Uniti e allora può dormire sonni tranquilli o è un nemico degli stessi e allora verrà portato sul patibolo che chicchessia. Il diritto del nulla fondato sul nulla prevede i summenzionati meccanismi mentre il pensiero rivoluzionario conduce l’Occidente in particolare alla morte più dolorosa. Quando il diritto positivo inizia a divergere dal diritto naturale la civiltà che lo adotta decàde, comincia una lenta agonia che la condurrà a una morte penosa. Nei palazzi della fogna la politica si autogoverna e scrive norme per i miseri pezzenti del popolaccio che godono nel farsi vessare; l’onorevole grida: “Pezzente fatti processare, la giustizia trionferà!” e immancabilmente il pezzente finisce in galera; il pezzente risponde: “Mi farò processare così finirò in galera, l’importante – o onorevole – è la tua impunità!”