Presso la stazione di Milano Centrale una giovine signora tenta di pugnalare il suo giovine marito; la donna ha ventisette anni e l’uomo ha ventisei anni. Sono due agenti del Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata che in extremis salvano l’uomo minacciato dalla moglie con il pugnale già puntato alla schiena all’altezza del cuore. Occorre segnalare che la donna dedita al crimine è una tossicodipendente che in passato tentò più volte il suicidio. Il S.A.F. di Testudo Arietata con professionalità e puntualità evita che avvenga un omicidio in quel di Milano città già fin troppo insanguinata. La stampa di regime si rifiuta di pubblicare la notizia ma Testudo Arietata continua a marciare con la schiena dritta.