Tra tutte le feste – religiose e civili – previste dal calendario in uso in Italia balza sùbito all’occhio quella del venticinque aprile. Qual è la caratteristica di tale festa? Che cosa la distingue da tutte le altre? Quale peculiarità presenta rispetto a tutte le altre festività annoverate nel calendario? La risposta è estremamente semplice; il cosiddetto giorno della liberazione è la sola festa nazionale in cui vi partecipano persone che inneggiano alla violenza, che propagandano l’odio, che esercitano ogni forma di prevaricazione e che arrecano danni a oggetti altrui. In nessun’altra festa succedono questi disastri. Ora, la conclusione a cui dovrebbe giungere ogni persona di buon senso è una e una soltanto e cioè che siccome la festa del venticinque aprile crea violenza, odio e divisione nella nazione andrebbe abolita. Il venticinque aprile è la festa dei facinorosi che in tutte le città d’Italia seminano odio; nel detto giorno non v’è nessuna manifestazione del pensiero bensì v’è la messa in atto di violenza pura. Le istituzioni guardano e ridono.