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La Repubblica Italiana compie ottant’anni

2 Giugno 2026 - 03:00

Ottant’anni or sono si consumava la più grande truffa italiana. Il referendum infatti del due giugno 1946 questo fu, una volgare truffa disonorevole. Gl’italiani chiamati alle urne dovettero scegliere se continuare con la Monarchia oppure optare per la Repubblica. Ebbene, i risultati vennero resi noti dalla corte di cassazione il dieci giugno 1946 e furono i seguenti: gl’italiani favorevoli alla Monarchia furono 10719284 mentre gl’italiani favorevoli alla Repubblica furono 12717923. Questi furono i risultati ufficiali diramati dalle istituzioni di allora ma il trucco immondo fu posto in essere prima del referendum quando v’erano schede già compilate a favore della Repubblica, schede poi conteggiate insieme a tutte le altre. Sul Corriere della Sera di allora comparve il titolo: “È nata la Repubblica Italiana” e gl’italiani entusiasti applaudirono la nuova forma istituzionale. La tanto attesa Repubblica si è però rivelata nel córso degli anni un fallimento, basti osservare com’è ridotta la misera Italia di oggi: l’Italia odierna è peggiore dell’Italietta di Giolitti che almeno aveva un suo decoro. Insomma, la tanto disprezzata e odiata Italia dei Savoja aveva una sua nobiltà morale e istituzionale cosa che manca totalmente nelle attuali istituzioni volute e desiderate più di ogni altra cosa al mondo. Benché i parlamenti giacobini siano istituzioni malefiche nelle istituzioni monarchiche sabaude quantomeno il palamento funzionava e non era quella cloaca sboccata che invece è nelle istituzioni repubblicane, i governi del Re generalmente – salvo qualche eccezione – avevano una loro eleganza ed emanavano fascino ma quelli repubblicani rassomigliano a un circo equestre. Nei Palazzi di jeri v’era quantomeno formalità, in quelli di oggi vi sono buffonate degne dei peggiori buffoni. Jeri il politico o nei casi più estremi lo Statista, oggi il pagliaccio che offre spettacoli inguardabili. Il due giugno 1946 è dunque la tomba d’Italia e la Repubblica Italiana nacque già morta, morta come l’aborto che piace tanto ai giacobin-modernisti in voga oggigiorno. Com’è possibile che un italiano festeggi o celebri questo giorno nefasto?

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