La boria dei magistrati non conosce limiti né al pudore né alla vergogna tanto che durante i loro interrogatorii fatti con i piedi e con altre parti del corpo si permettono di porre all’interrogato domande del tipo: “È lei l’assassino?” oppure ancor peggio si permettono d’insinuare – senza avere prove certe – cose veramente gravi lasciandosi andare ad affermazioni quali: “Per noi lei è l’assassino”. Perché in questi casi non scatta nessun genere di reato a carico dei signori con la toga? Perché il magistrato può affermare quello che crede senza pagare le dovute conseguenze? Forse che la magistratura sia un’istituzione posta fuori dalla legge? Questa sarebbe la Repubblica democratica italiana?