Tra le politiche denataliste più subdole v’è quella dei cosiddetti “asili nido” o meglio quella dell’istituzione di parecchi asili nido. La detta strategia politica mira a rubare i già pochi bambini che vengono al mondo ai padri e alle madri che li hanno concepiti. L’autore del furto è evidentemente lo Stato rigorosamente giacobino che desidera ardentemente pochissimi bambini e quei pochi che nascono li vuole figli di nessuno. È doveroso ricordare che tutti i regimi di qualsivoglia colore per incentivare le nascite non hanno aperto stupidi asili nido ma hanno agito su altre variabili per esempio mettendo fuori legge la pratica maligna dell’aborto cioè dell’omicidio del feto altrimenti detto feticidio oppure ponendo divieti alla commercializzazione degli anticoncezionali. Politiche di questo genere vennero attuate sia da regimi cosiddetti neri – l’Italia Fascista – sia da regimi cosiddetti rossi – la Romania di Ceaușescu – i quali desideravano che i loro popoli non morissero. I detti regimi così come tanti altri portavano rispetto per il dono enorme della vita e intendevano rispettare la legge naturale. L’Italia Fascista non apriva asili nido perché dava un’immensa importanza alla figura materna quale prima guida del fanciullo e la Romania di Ceaușescu tentava in tutte le maniera di limitare – per quanto possibile – pratiche strane che conducevano all’omicidio del feto. Quali risultati ottennero i due regimi summenzionati? Certamente non ottennero pienamente quanto si erano prefissi ma ottennero comunque risultati tutto sommato buoni. Più asili nido significano meno nascite.