Le politiche tedesche relative alla legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione si sono rivelate un fallimento sotto tutti i punti di vista. La scarsa lungimiranza dei governanti teutonici ha trasformato la Germania in una latrina a cielo aperto. Nei quartieri in cui pullulano le case di tolleranza il degrado è semplicemente allarmante. Contestualmente allo sfruttamento della prostituzione sono germinate altre attività per nulla commendevoli quali traffico di sostanze stupefacenti, traffico di minorenni, compravendita illegale di oro e altro. Inoltre la quasi totalità delle case chiuse attualmente attive è gestita da organizzazioni criminose aventi diramazioni in tutto il mondo. Qui si può trovare l’intero campionario delle mafie mondiali: c’è quella nigeriana, quella cinese, quella siculo-statunitense, quella indiana, quella russa, quella sudamericana, insomma… c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Pertanto i politicanti del nuovo Reichstag non hanno fatto altro che nascondere dietro un velo di legalità un’attività economica che si perpetua illegalmente. Ebbene, in Germania lo sfruttamento della prostituzione è legale ma le violenze che ne derivano? L’alto crimine internazionale continua a produrre a proprio vantaggio un’economia illecita senza nessun timore di essere sanzionato. In fondo lo sfruttamento di queste donne è permesso dal codice. Di più. Di notte la situazione peggiora a dismisura. I quartieri del peccato divengono lupanari senza regole dove è permesso veramente di tutto, anche l’omicidio. Durante la notte appena trascorsa è stato trovato il cadavere di una giovanissima donna ungherese di soli diciotto anni. L’ha trovata una collega austriaca. Il corpo della povera magiara nascosto sotto cartoni unti e bisunti giaceva ai lati di una via poco trafficata di Monaco di Baviera.