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A proposito del calcio italiano

24 Luglio 2026 - 22:15

La Federazione Italiana Giuoco Calcio pare che abbia in generale le idee parecchio confuse a proposito giustappunto del calcio. Come abbiamo già ribadito in più occasioni il calcio odierno è uno sport completamente differente dal vecchio calcio appassionante degli anni Ottanta e dei primissimi anni Novanta, oggigiorno siamo dinanzi a uno sport oggettivamente irriconoscibile se paragonato al grande calcio del passato. Le cause di questo declino sono veramente parecchie e riguardano più branche dello stesso. Comunque si può affermare che il degrado generalizzato della civiltà ha ridotto anche il calcio a un livello talmente misero e in qualche aspetto addirittura penoso che è lecito pensare che non possa mai più tornare alla nobiltà del periodo a cui si faceva sopra riferimento. Dalla figura dei calciatori all’abbigliamento degli stessi passando per la struttura delle società calcistiche il degrado è oggettivamente visibile. Personaggi che riescono a infilarsi in un ambiente in un certo senso prestigioso nonostante non abbiano nulla da condividere con lo stesso sono un’altra delle peggiori cause del degrado del calcio senza poi contare l’infinità di figure per così dire professionali che sono catapultate a vario titolo all’interno delle società calcistiche o addirittura all’interno della federazione ma ovviamente tutti hanno diritto a un lavoro. Competenze molto basse – salvo qualche rara eccezione – attraversano il calcio di ogni livello a partire dalla Terza Categoria sino ad arrivare alla Serie A; tanto nel dilettantismo – posto che ancóra esista – quanto nel professionismo si nota una svogliatezza davvero evidente: tutti parlano, dànno ricette e scrivono sentenze ma nessuno di fatto agisce e il vecchio calcio glorioso italiano séguita a fare pessime figure in Europa e nel mondo. Sui campi da gioco circolano competenze oltremodo basse: pseudo-allenatori che non conoscono neppure le regole del gioco, pseudo-grandi allenatori osannati dalla folla solo perché hanno vinto qualche trofeo evidentemente quando erano alla guida di squadre valide, pseudo-grandi calciatori plurititolati ormai divenuti opinionisti i quali si limitano a ripetere sempre le stesse parole e gli stessi concetti, qualche calciatore che incidentalmente ha vinto in passato qualche titolo italiano o europeo che dirige questa o quella squadra dalla panchina salvo fare pessime figure senza un minimo di vergogna. Troppi amici degli amici circolano nel calcio e troppi figli di papà fanno in qualche modo una carriera in tale àmbito in quanto tali. È evidente che se la selezione dei protagonisti del gioco del calcio è quella appena descritta tale sport continuerà a decadere sino a divenire un cadavere. Che l’Italia sia il Paese delle raccomandazioni è un fatto ormai conosciuto ma che questo sistema potesse invadere con tali proporzioni anche il calcio è qualcosa di veramente inaccettabile. A nostro avviso il calcio italiano sta continuando a battere questa strada riconoscendo così il suo basso valore e sempre a nostro avviso la nuova federazione sta ripercorrendo i sentieri sterili che hanno portato il calcio nazionale tutto a essere ridicolizzato nel mondo. L’arroganza odierna ha spazzato via l’umiltà che esisteva nel periodo summenzionato e il protagonismo degli attori che calcano le scene calcistiche di oggi si pone agli esatti antipodi della riservatezza degli attori di allora. Insomma, o il calcio italiano riesce a dare una cesura netta tra il prima e il dopo oppure sarà destinato a essere surclassato da campionati nazionali e rappresentative nazionali oggi ritenute di quint’ordine. Occorre inoltre segnalare un altro malcostume italiano e cioè che in parecchie società calcistiche vige oggi un clientelismo fuori da ogni proporzione fisiologica. Purtroppo la mentalità traducibile con l’espressione “una mano lava l’altra” è il fondamento della società italiana pertanto anche il calcio non può esserne esente. Secondo il nostro parere la nuova federazione sta lavorando molto male ragion per cui molto probabilmente otterrà risultati scarsi o insufficienti o comunque non in linea con uno Stato quale è l’Italia.

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