Il 29 luglio 1900 la mano assassina di Gaetano Bresci uccise a Monza Sua Maestà il Re d’Italia Umberto I. La violenza anarchica imperversava già allora ma oggigiorno quella stessa violenza si è amplificata enormemente. L’anarchia intrinseca nelle odierne istituzioni repubblicane ormai prive di ogni morale ha condotto la vecchia Italia a un punto critico probabilmente di non ritorno salvo che si verifichino particolari condizioni politiche attualmente non attualizzabili. Gli anarchici oggi come jeri incensano l’omicidio quale gesto giusto e necessario per risolvere a loro parere “crisi” istituzionali ma l’errore di costoro è intrinseco nella politica rettamente intesa. La rivoluzione è partorita dal ventre socialista il quale produce letame anarchico atto a sterminare chi disconosce la forma repubblicana così come creata dai sobillatori transalpini. Per costoro la colpa è sempre del Re perché regna, costoro desiderano esclusivamente un Presidente che presieda. Vergogna per gli anarchici assassini!