La politica europea diviene sempre più violenta, basti osservare i dibattiti che si svolgono su questo o quel palcoscenico. Il regime liberal-democratico che domina oggigiorno in Europa ha deciso che è ammessa ogni forma di insulto, ogni forma di violenza verbale, ogni forma di arroganza quando si dialoga su tematiche politiche di ogni genere. Chiunque può proferire parola, chiunque può dire quello che crede staccandosi completamente dalla realtà creando così un mondo fantastico, chiunque si sente in diritto d’intervenire in ogni materia anche se non conosce nulla della stessa, chiunque pretende di discettare riguardo ad argomenti profondi e articolati non avendo nessuna base culturale per farlo, qualcuno con qualche citazione aulica pensa di essere il Dio Onnipotente in Terra. È sufficiente fare una rapida disamina della storia d’Europa dai classici a oggi ed è facilmente comprensibile che il Vecchio Continente oggi è giunto al livello culturale più basso in assoluto; politicastri così ignoranti come quelli di oggi non sono mai esistiti in Europa, onorevoli così incompetenti e così stupidi come quelli odierni non sono mai passati per la storia d’Europa, politicanti così arroganti e prepotenti come quelli di oggi non si trovano sui libri di storia di jeri. Ma d’altro canto la violenza è pericolosamente intrinseca nella democrazia giacobina e fintanto che il cosiddetto popolo non riuscirà a comprendere un principio tanto semplice la situazione non cambierà mai a meno dell’avvento di agenti esterni che potrebbero modificare il córso della storia ridando all’Europa l’immensa civiltà che si merita fondata sulla nobiltà della cultura.