Jeri Testudo Arietata aveva parlato di un falso fronte di guerra sul confine che separa le repubbliche baltiche dalla Russia affermando che le zone di frontiera durante un conflitto godono non ufficialmente di uno status particolare. Ovviamente Testudo Arietata ribadisce tale tesi e quando sta succedendo in Romania dimostra esattamente la summenzionata tesi. La Romania confina con l’Ucraina ovverosia con uno Stato in guerra dunque il confine romeno-ucraino gode dello status di cui sopra e in tale area – che potremmo anche definire volgarmente zona grigia – possono accadere eventi che potrebbero stupire tanto la popolazione ucraina quanto quella romena ma non le diplomazie impiegate nel conflitto o i vertici politici interessanti alla stessa guerra. Tanto Kiev quanto Bucarest conoscono perfettamente gli eventi che si verificano al confine tra i due Paesi i quali pilotano le ostilità in una zona cuscinetto necessaria per gestire il conflitto. I romeni dunque non hanno nulla da temere in quanto il Cremlino sta effettuando operazioni belliche di normale amministrazione senza oltrepassare quella tolleranza che anche il diritto internazionale concede agli Stati belligeranti. Gli spazii aerei ben definiti in tempo di pace divengono – entro certi limiti – evanescenti in tempo di guerra e questo è bene che la gente comune lo sappia onde evitare allarmismi immotivati e stupidi timori senza senso. La guerra è una bilancia fatta di pesi e fatta altresì di convenzioni giuridiche che esulano dal diritto internazionale ordinario ragion per cui tanto i romeni quanto gli europei i cui Paesi sono inseriti nell’Alleanza Atlantica possono dormire sonni tranquilli. La cosiddetta guerra russo-ucraina o – come viene altrimenti definita – guerra Russia-NATO è calcolata nei minimi dettagli così come sono calcolate minuziosamente – ma con margini di tolleranza – le tempistiche di avanzamento del conflitto. Ora, quale valido motivo avrebbe Mosca di attaccare Bucarest? Nessuno. Che cosa guadagnerebbe il Cremlino se sfoderasse un’offensiva ai danni della Romania? Nulla di nulla.