L’anziano signore con i capelli bianchi sale in cattedra e impartisce la sua solita lezioncina oggettivamente priva di ogni valore sia accademico che culturale ciononostante una platea di marionette lo ascolta attentamente come se dalla sua bocca uscisse la parola Dio. Il detto signore parla, cambia il tono della voce, parla con voce naturale poi con voce roca, poi abbassa la voce, poi bisbiglia, insomma un attore di quint’ordine che non si stanca di calcare le ribalte elitarie d’Europa e del mondo. Come un nobile intellettuale porte pure gli occhiali da vista a causa di una miopia che l’ha colpito notevolmente. il signore summenzionato è pure autore di libri e libercoli nei quali pensa di avere inserito tutta la sua sapienza politico-economica ma per sua sfortuna pensa molto male in quanto le sue parole non comunicano nemmeno un minimo né di logica né di competenza. Dinanzi al suo viso ha però un pubblico morto, un pubblico senza capacità di critica, un pubblico sdrajato disposto a subire ogni nefandezza che gli viene propinata. L’anziano signore gode di parecchio credito: dinanzi a sé ha l’impreparazione più assoluta quindi i suoi monologhi vincono sempre. E se lo mettessimo a confronto con qualche intellettuale davvero cólto? La risposta è semplice, comincerebbe a dare non risposte così che il suo avversario si ritirerebbe dal dibattito non per incapacità ma per una questione professionale. Insomma, il signore con i capelli bianchi è un vero incapace che però gran parte della comunità “scientifica” riconosce quale esperto di materia economico-politica. In un confronto uno contro uno senza retorica il detto “scienziato” sarebbe umiliato a vita e tutti comprenderebbero le sue lacune culturali, posto che il signore sia in possesso di una cultura.