Le istituzioni dell’Unione europea sempre superficiali e polemiche intervengono ancóra riguardo ai funerali del Generale serbo Ratko Mladić. Intervengono tutti i padroni di Bruxelles e dintorni: interviene la Commissione europea, interviene il Consiglio europeo, interviene il Parlamento europeo, insomma tutti i grandi capi si sentono in diritto di parlare come se fossero il giudice supremo del mondo. Lanciano condanne morali contri gli avversarii che ormai non possono più difendersi, parlano di etica nella politica malgrado le loro immagini siamo oltremodo ambigue e ben saldi al loro sgabello redditizio fanno i fanatici della democrazia ma il fanatismo è sempre qualcosa di deprecabile. Sempre pronti a condannare chiunque abbia un pensiero che diverge dal loro impostano un fine totalitarismo fondato sull’emarginazione di coloro che non appartengono alla loro parrocchia. D’altra parte è ormai noto che l’Unione europea benché predichi l’inclusività segue un modus operandi che si fonda su una forte esclusività, su un odioso discrimine deciso da leggi implicite dettate da una sòrta di protocollo informale comunitario che ha ormai divorato ogni Paese membro e non membro. La tirannia è insita nell’Unione europea che pretende di dominare sul Vecchio Continente senza essere contrastata. Ebbene, Bruxelles ha partorito un leviatano più feroce di quello ideato dal cervello di Hobbes.