Due agenti del Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata intercettano quattro donne nigeriane che lavorano a Parigi in nero. Tutte sono impiegate nel settore della ristorazione – come spesso accade – e percepiscono un salario che definire vergognoso è poco. Le donne summenzionate devono lavorare sette giorni alla settimana e a loro è permesso di avere soltanto un girono al mese libero ma non il fine settimana; possono cioè gustarsi il meritato riposo o lunedì o martedì o mercoledì o giovedì. Il salario che percepiscono varia da duecentoquaranta a trecentodieci euro al mese. Se questa non è schiavitù allora che cos’è?