L’ipocrisia volgare della Repubblica Italiana è veramente straordinaria. Facciamo ordine. L’articolo tre della Costituzione Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso…” Il detto articolo può essere definito una pagliacciata e ne diamo immediatamente una giustificazione scientifica. Per il reato di femminicidio è prevista la pena dell’ergastolo; per il reato di omicidio la pena massima è di trent’anni se si applicano le aggravanti altrimenti la pena è di gran lunga più leggera. Se un maschio uccide una femmina paga con l’ergastolo, se una femmina uccide un maschio se la cava con pochi anni di galera. E l’articolo tre della Costituzione che fine ha fatto? Oggi abbiamo compreso che “Non tutti i cittadini hanno pari dignità sociale dinanzi alla legge”, abbiamo altresì compreso che “Non tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge” e che “La Repubblica Italiana discrimina i cittadini sulla base del sesso affermando implicitamente che la vita di una femmina ha un valore maggiore della vita di un maschio”. A questo punto la conclusione non può essere che unica e cioè: “Repubblica Italiana vergognati!”