Tre fratelli di Melbourne e attivisti lgbt rapiscono una donna aborigena incinta. La portano a casa loro approfittando dell’assenza dei genitori e la violentano. Le legano, intrattengono con lei rapporti sessuali di ogni tipo, la pestano, la frustano, le percuotono il ventre con una brutalità indicibile e infine le tagliano i capezzoli. Terminate le violenze i tre sodomiti caricano la donna in auto, la portano fuori città e la scaricano in un’ajuola dopodiché fuggono. La donna è poi soccorsa da un contadino che per pura casualità passava nelle vicinanze. Viene trasportata in ospedale per le cure necessarie. Malgrado i maltrattamenti subiti la donna non avrà conseguenze fisiche di nessun tipo. Anche il bambino che porta in grembo sta bene. I medici affermano che né la madre né il bambino che partorirà sono in pericolo. Dei tre sodomiti per il momento non si sa nulla. Sono scappati ma non sono tornati nella loro casa paterna.