Per le strade di Melbourne si aggira una turista piuttosto strana. È di nazionalità inglese e sostiene di essere una ricercatrice di biologia. La sedicente professoressa desidera effettuare alcune ricerche sulle donne aborigene australiane. Dopo aver dato loro una spiegazione in merito oggettivamente fumosa riesce a convincere una ventina di signore tutte comprese tra i venticinque e i cinquant’anni a sottoporsi ai suoi studii. La pseudostudiosa inizia le sue indagini ma fin dal principio le donne aborigene si accorgono che qualcosa non sta andando per il verso giusto. La prima donna esaminata viene fatta spogliare dopodiché viene palpeggiata per bene. Viene fatta girare di schiena e succede il patatrac. La sedicente ricercatrice si abbassa i pantaloni e le mutande e lo scandalo malefico terrorizza le signore aborigene. Dinanzi ai loro occhi compare un pene in erezione. Perbacco, la professoressa è un professore! È una finta donna con un vero pene! Scoppia il putiferio. Le donne australiane passano all’attacco per difendersi. La più anziana del gruppo afferra un oggetto tagliente e colpisce il delinquente sui testicoli. Lo scroto comincia a sanguinare. Ormai è troppo tardi. Il criminale si salva ma perde un testicolo. Le donne aborigene cantano un inno di ringraziamento a Dio per averle salvate dal maligno.