Testudo Arietata séguita la sua marcia fiera contro lo spaccio di sostanze stupefacenti qualunque esse siano. L’operazione condotta dagli agenti di stanza a Valladolid coadiuvati da quelli di stanza temporaneamente a Segovia si è conclusa nel migliore dei modi per la compagine capitanata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi. Presso il Cerro de San Cristóbal, una collinetta ubicata a Valladolid, già da tempo era in atto un’attività di piccolo spaccio principalmente di marijuana. I clienti degli spacciatori, a giudicare dalle dosi che acquistavano e valutando il loro livello culturale, erano persone indigenti o comunque aventi una condizione economico-sociale oggettivamente pietosa. Nella cerchia della clientela v’erano genitori disoccupati, ragazzi disadattati e studenti frustrati. Oltre alle dette categorie occorre segnalare anche una forte presenza di africani nel giro dei consumatori. Bustine contenenti quantità microscopiche di droga erano distribuite a una clientela certamente non raffinata ma estremamente interessante per i malefici venditori. Su questi ultimi Testudo Arietata aveva ben poche informazioni. Probabilmente erano spacciatori improvvisati impegnati a vendere qualche dose per racimolare una manciata di euro e null’altro. Insomma, spacciatori dell’ultima spiaggia. L’intervento di Testudo Arietata, dovuto alla segnalazione di una suora complice della compagine stessa, si è concluso con la fuga dei venditori di droga e con il lancio di qualche pietra. Benché l’entità della combriccola malavitosa fossa limitata Testudo Arietata ha vinto un’altra volta.