La guerra all’interno del cristianesimo non si arresta. L’attacco arriva un’altra volta dal pensiero gnostico che avanza ininterrottamente al séguito del sassone eresiarca. L’obbiettivo individuato è un sacerdote ortodosso a cui la blasfemia addebita la grave colpa di essere devoto alla Beata Vergine Maria. Il sacrilegio di una preghiera deve pertanto essere necessariamente punito con la massima pena, la pena capitale. E Timișoara la città simbolo della fasulla rivoluzione che ha consegnato la Romania di Nicolae Ceaușescu al signore delle tenebre persevera nel moto sovversivo traducibile con l’espressione: “O gnosi, o gnosi”. La Repubblica del vecchio Statista ormai inghiottita dal Leviatano liberale e benevolo dal giudizio democratico rimpiange l’uomo con il colbacco. Timișoara si ripropone per una seconda rivoluzione e lo fa violando il Quinto Comandamento. Un pastore protestante ammazza un prete ortodosso con due stilettate dietro la schiena in prossimità del cuore. Siamo certi che il protestantesimo appartenga al cristianesimo? O forse è una forma dottrinale subdola traducibile con l’espressione ossimorica cristianesimo panteistico?