Cinque bombe di Tel Aviv deflagrano a Gaza. La Striscia trema ma Hamas non si consegna al nemico. Anzi, passa al contrattacco con il lancio di quattro missili consecutivi diretti verso le postazioni militari israeliane. Le bombe con la Stella di David provocano una quindicina di morti, i razzi palestinesi ne provocano poco più di trenta. E la guerra continua. I servizii segreti statunitensi manovrano il conflitto con una precisione impressionante. Seguono scrupolosamente un cronoprogramma scritto chissà quanto tempo addietro. Dànno direttive inequivocabili e categoriche alle istituzioni israeliane che eseguono i còmpiti con devozione. Si può dire senza temere alcuna smentita che gli Stati Uniti sono il comandante e Israele solo e soltanto un esecutore. Nonostante tutto Hamas non abbandona la battaglia, raddoppia anzi la sua determinazione nel combattimento contro l’invasore. Pardon, contro gli invasori: Stati Uniti e Israele.