Lo scontro economico-finanziario tra Stati Uniti e Cina si fa sempre più aspro. Tanto i primi quanto la seconda tentano d’imporre il loro capitalismo all’avversario. Gli statunitensi partono con un enorme vantaggio consegnato loro dalla storia ma gli asiatici passano al contrattacco. Anche la guerra finanziaria si gioca nel grande mondo dell’informatica e l’imperialismo di Washington esplicita tutta la sua forza dirompente ai danni di Pechino. Forse la Casa Bianca non sa o fa finta di non sapere che la Cina fa parte di quella grandiosa area geografica che prende il nome di Eurasia, terra che ha dato i natali alle più raffinate e complesse civiltà del pianata. In fondo quando Cristoforo Colombo approdò in America si accorse immediatamente che quelle terre – viste le condizioni miserevoli in cui versano le popolazioni locali – non potevano essere le Indie regione certamente più ricca e abitata da uomini con un livello culturale ben superiore ai nativi americani. Washington pensa di essere superiore perché americana ma in realtà Pechino le è superiore perché cinese. Le è superiore in tutto e per tutto, anche nella tecnologia. Washington sta tentando di danneggiare il sistema bancario cinese ma trova dinanzi a sé difese troppo alte da superare. La Cina sta vincendo la battaglia.