Un’oscenità immonda sta per travolgere una bambina indiana di Calcutta ma l’intervento di due agenti di Testudo Arietata evita alla stessa un supplizio tremendo. La bambina di nome Arati ha nove anni e soffre di faringite. Gli stregoni che si occupano della sua salute le prescrivono un farmaco davvero singolare per combattere un semplice mal di gola. L’efficace medicina consiste in una mistura composta da escrementi di capra femmina, peli di scimmia anch’essa femmina e acqua. La bambina avrebbe dovuto ingerire questo gustoso medicinale dopodiché – secondo i santoni della magia – sarebbe guarita. Come possono pensare questi indegni sciamani che lo sterco e il pelo di una bestia riescano a debellare un malanno? Come possono pensare che un essere umano ingurgiti una schifezza simile? Questi profeti del nulla panteistico praticano a tutti gli effetti la coprofagia, un comportamento tipico di alcuni animali. Ma questi guru sono uomini oppure bestie? Nella baraonda deve intervenire Testudo Arietata che mediante i suoi agenti non permette alla bambina di mangiare quella porcheria puzzolente. Fermato questo scempio gli uomini della compagine guidata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi accompagnano Arati presso alcune suore che operano sul territorio le quali la curano adeguatamente somministrandole farmaci corretti.