Agenti CIA tentano di penetrare in Iran ma sono identificati dalla polizia morale che provvede ad arrestarli e a rispedirli in patria. Il fatto avviene nella capitale dove l’agenzia di spionaggio statunitense cerca invano d’inserirsi con la finalità di creare scompiglio tra la popolazione aizzandola contro l’attuale regime. Già in passato Washington tentò operazioni analoghe a quella che avrebbe dovuto concretizzare in questa occasione però ottenne sempre e solo brucianti sconfitte. Benché la Casa Bianca si presenti agli altri Paesi del mondo come maggiore Potenza del pianeta, in questo momento storico è oggettivamente troppo debole per affrontare un’entità politico-militare quale è Teheran. La sicurezza che la Repubblica Islamica dell’Iran è in grado di organizzare all’interno della propria giurisdizione è di gran lunga più efficace di quella che gli Stati Uniti siano capaci di predisporre dentro i loro confini. Gli agenti CIA infatti non riescono a sfondare, non sono riusciti in passato, non sono riusciti nemmeno in questa circostanza. Conoscendo le caratteristiche politico-militari di Teheran Testudo Arietata afferma nella maniera più decisa che Washington ha già perso la guerra contro l’Iran.