Gli Stati Uniti proseguono nella conduzione del conflitto israeliano-palestinese. Lo agevolano in tutti i modi possibili e poco importa a Washington se la Terra Santa è travolta da cataclismi studiati a tavolino. Inutile ribadire che proprio gli statunitensi sono tra gli artefici del disastro che si sta consumando nella Striscia di Gaza. Anzi, sono i principali protagonisti della politica bellica che Hamas sta subendo. Dalle parti di Washington vige il calvinismo più estremo ed è sufficiente osservare la condizione religiosa francese odierna per comprendere quali siano i sentimenti dell’uomo giacobin-liberal-protestante nei confronti dell’uomo musulmano dunque del palestinese – anche se in Palestina non vivono solo discepoli di Maometto. La parola d’ordine dei Paesi dell’anglosfera è la seguente: sterminare i musulmani. Costoro sono rimasti l’ultimo baluardo di moralità – insieme ai cattolici tradizionalisti – quindi vanno eliminati per dare spazio alla dissoluzione più bieca con cui l’eretico va a braccetto. Da una parte l’ortodossia per definizione integralista, dall’altra l’eterodossia per definizione fondamentalista. La violenza iconoclastica caratteristica di ogni malefico eresiarca séguita a inquinare la saggezza della legge pertanto l’infezione protestantica – se non avrà inizio un moto reazionario – massacrerà tutti coloro che si opporranno alla fandonia. Hamas è l’ultima speranza musulman-reazionaria che può combattere e vincere nel Vicino Oriente il fecciume modernista il cui alfiere in quella regione porta il nome di Israele.