Nella città di Rio de Janeiro tre femministe hanno idea di organizzare seminarii indirizzati a donne, ragazze e financo bambine aventi la finalità di propagandare e di diffondere la cultura – o meglio la sottocultura – dell’aborto. Le femministe stabiliscono a sei anni l’età minima di partecipazione alle dette conferenze. Dunque, una volta raggiunto il sesto anno di età una bambina può presenziare ai convegni della morte. Come ogni totalitarismo prescrive le prime vittime devono essere i fanciulli perché alle loro spalle hanno pochissimi anni di vita e pertanto li si può manipolare senza particolari problemi. L’idea delle summenzionate criminali consisteva in primis nella distribuzione gratuita di anticoncezionali – anche alle bambine non ancóra in età fertile – e in un secondo momento nell’organizzazione di consulenze effettuate da psicologi del terrore atte a convincere ogni donna incinta ad abortire. Le immense proteste di varii gruppi religiosi, dai cattolici ai musulmani passando per gli ortodossi hanno impedito la concretizzazione di questo scempio. Le proteste sono giunte anche da seguaci del buddismo, dell’induismo e di altre dottrine orientali. Solo i protestanti non hanno fatto sentire la loro voce. Il ciclo di seminarii non ha quindi preso avvio.