Kiev riceve un bel regalo natalizio: cinquecento missili. Il Babbo Natale della situazione è genericamente l’Occidente. Non importa che il dono arrivi da Washington, da Londra, da Parigi, da Berlino, da Bruxelles o da qualche altra capitale. Non importa davvero. L’impero guidato dalla Casa Bianca continua ad armare a dismisura l’Ucraina e contemporaneamente senza nessuna vergogna afferma di disdegnare la guerra. Inoltre è superfluo ribadire – ma noi di Testudo Arietata lo facciamo lo stesso – che tutto il materiale bellico che varca il confine di Kiev benché sia targato NATO è pressoché per intero statunitense. La NATO ha due investitori: gli Stati Uniti e il resto degli Alleati. I primi investono cifre che variano tra il settantacinque e l’ottanta per cento delle risorse, i secondi – tutti insieme – cifre ridicole che variano tra il vénti e il venticinque per cento delle risorse. L’Alleanza Atlantica è composta da trentuno membri. Se si ipotizza un investimento annuo di 100 allora le ripartizioni che ne derivano sono le seguenti:
Stati Uniti: 75-80
Resto degli Alleati (Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito): 20-25