Cavin, un ragazzino undicenne di nazionalità indiana è destinato a subire la castrazione. Si badi bene, la castrazione fisica! La peggiore aberrazione che si possa realizzare contro un uomo – in questo caso molto giovine – però un uomo. I santoni di Delhi sostengono che detta pratica porti il maschio alla magnificazione. È evidente che questi sciamani da strapazzo vivono nella barbarie più assoluta. Mutilare i genitali a un bambino? Questi stupidi guru dovrebbero leggere San Paolo anziché il signor Malthus. Una squadra di agenti di Testudo Arietata – tramite alcune suore che operano in più città dell’India – viene a conoscenza della violenza a cui sarà sottoposto il piccolo Cavin. Organizzano la sua liberazione, passano all’azione e il ragazzino vede i suoi testicoli sani e salvi. Cavin rimane talmente sbalordito che comincia a piangere dall’emozione. Racconta inoltre agli agenti di Testudo Arietata di essere orfano ormai da cinque anni.