Tegucigalpa, la capitale dell’Honduras, assiste a una sparatoria parecchio rumorosa. Gli avversarii sono i componenti di due bande dedite al commercio di sostanze stupefacenti. La repubblica centroamericana non dista poi così tanto né dal Massico né dalla Colombia due Paesi tra i maggiori produttori di droga a livello mondiale. L’Honduras infatti importa grandi quantità di stupefacenti dai summenzionati Paesi e le consorterie che operano illegalmente entro i confini dello Stato sono sempre in guerra le une contro le altre per aggiudicarsi quanti più clienti sia possibile. Sparatorie, esplosioni di bombe, uccisioni con armi bianche, avvelenamenti, stragi e attentati sono azioni estremamente frequenti non solo nella capitale ma in pressoché tutto il territorio nazionale. Nella periferia ovest di Tegucigalpa comincia una sparatoria tra bande rivali. Non si capisce quanti siano i componenti di una masnada e dell’altra perché gli spari giungono da tutte le direzioni. Però a giudicare dall’entità della guerriglia i pistoleri, tra i quali vi sono anche donne, sono parecchi. Lo scontro a fuoco che dura circa tre quarti d’ora restituisce cinque morti e un ferito tutti appartenenti alle bande dei malavitosi. Ma tra le vittime v’è anche un lobbista specializzato nel mercato della droga e delle armi. Nell’ambiente è soprannominato “Amarillo” e anche Testudo Arietata lo conosce con questo appellativo. A dispetto del soprannome spagnolo il lobbista morto è di nazionalità tedesca.