La volgarità del calvinismo non conosce limiti ma soprattutto non conosce vergogna. La ferocia dell’eterodossia varca ogni frontiera del rispetto e dell’educazione e infanga il cristianesimo con un rito – o per meglio dire un rituale – talmente immondo contestato pure da un musulmano che ha l’occasione di vederlo. Ebbene, una sacerdotessa calvinista battezza nel nome della Santissima Trinità il suo cane. L’azione blasfema va in onda dinanzi all’abitazione in cui la sibilla malefica vive insieme alla compagna lesbica. Il fedele musulmano vedendo un atto così schifoso insulta la pitonessa eretica. Insomma l’eresia fa schifo pure a un musulmano il quale si dimostra più cristiano di una calvinista. E la città di Edimburgo affonda nell’ignominia.