Il colonialismo statunitense marcia imperterrito verso Kiev e lo dimostrano le parole oscene pronunziate da talune cariche istituzionali che vagano per l’Europa. Gli scherani di Washington pronti a vendere i propri Paesi all’imperialista che parla inglese baciano orgogliosamente la mano al padrone che desidera metter loro la catena al collo. Politicanti senza cultura amanti di malefici barbarismi e sedicenti Capi di Stato e di Governo in combutta con lo schiavista godono a interpretare il ruolo di marionette. Sul palcoscenico dell’Ucraina una compagnia di guitti mostra senza vergogna la mediocrità dell’arte teatrale che è capace di mettere in scena. Lo spettacolo imbarazzante proposto ai rispettivi elettori senza il minimo pudore trasforma gli artisti della politica in maldestri commedianti intenti a scimmiottare Statisti del passato. Ma ciò che preoccupa è la loro violenza raffinata caratteristica del nulla immanentistico. Obbedienti alla dottrina gnostica e cristiani per folclore neppur s’accorgono della follia che li ha colpiti duramente. Donano tutto al principe democratico – Testudo Arietata si scusa per l’ossimoro – financo la loro vita e quella altrui. Ebbene, la colonizzazione è un fatto compiuto. Ormai è acclarato: l’Europa è a tutti gli effetti una colonia di Washington. Tutti gli europei hanno lo stesso viso, tutti gli europei hanno lo stesso colore della pelle, tutti gli europei hanno lo stesso non-Dio. La rivoluzione per definizione totalitaria s’insinua nella peggior feccia oclocratica e stermina la civiltà dei padri e del Padre. La rivoluzione sovverte la legge naturale? Ebbene, la legge naturale distruggerà la rivoluzione.