Bruxelles è ancóra invasa dalle proteste degli agricoltori che rivendicano ragionevolmente i loro diritti, primo tra tutti il diritto a guadagnare per vivere. Il dissenso si manifesta con il solito lancio di oggetti e di merce di ogni sòrta. Qualche manifestante scaglia mele contro i finestrini delle auto di servizio dell’Unione europea e qualche finestrino effettivamente si rompe, qualche altro contestatore lancia pollame – quaglie, faraone, tacchini e simili – contro gli agenti di polizia intervenuti sul campo di battaglia, un manifestante lancia addirittura una molotov contro una vettura di servizio delle istituzioni europee sulla quale viaggia con l’immancabile autista un diplomatico spagnolo. Insomma, la guerriglia contro i palazzi di Bruxelles in un modo o nell’altro continua. Oggi i protagonisti sono gli agricoltori, domani potranno essere i farmacisti, domani l’altro gli elettricisti o gli ingegneri e poi chissà… Oggi – ma del resto non è la prima volta – si è vista tutta la vergogna miseranda dei signori che si credono gli eroi d’Europa perché siedono su un sedile istituzionale. L’abiezione sta a Bruxelles.