Tre agenti del Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata sono di scena a Gaza. La città della Striscia è ancóra martoriata in grande stile, cadono bombe qua e là, vi sono esplosioni, cantano mitragliatrici, crollano palazzi. Insomma la catastrofe continua ad aggravarsi. Talvolta si scorgono cadaveri dei quali qualcuno già in putrefazione peggiora le condizioni igienico-sanitarie del luogo. In questo marasma completo, in questo inferno infernale le donne del S.A.F. della formazione capitanata dal Primo Caporale d’Onore Davide Rossi compiono un atto davvero encomiabile. Estraggono dalle macerie di un edificio un uomo e sua figlia. L’uomo è malconcio ma il suo stato fisico non è così grave da poterlo considerare in pericolo. La figlia al contrario presenta un tondino conficcato nella coscia destra. Grazia all’intervento tempestivo di una quarta agente del S.A.F. – un agente-medico – alla ragazzina viene estratta la barra di ferro dall’arto. Ora avrà bisogno di cure più mirate e soprattutto efficaci. Perlomeno la ragazzina si è vista salvare la vita; al contrario l’infezione l’avrebbe condotta verso la morte più cupa.