Le angherie che subiscono gli aborigeni australiani non finiscono mai. Questa volta la sfortuna è toccata a un ventitreenne autoctono. Una banda composta da cinque fanatici affiliati al movimento carismatico – che nulla c’entra con il cattolicesimo ma molto c’entra con l’ateismo – tenta di incendiare il summenzionato ventitreenne il quale però riesce a fuggire alla bell’e meglio ed evita la molto probabile morte. Ajutato anche dal fatto che pratica atletica leggere dopo quattro falcate ha già distanziato i criminali che desideravano arrecargli chissà quali danni. L’aborigeno si salva da solo senza l’intervento di nessuno nemmeno di forze di polizia che lo stesso non ritiene di interpellare. Sì, il giovine si è salvato ma le vessazioni contro i nativi continuano imperterrite. È da osservare che come sempre ogni attacco violento contro gli aborigeni ha per biechi protagonisti persone che afferiscono all’area ideologica ateo-protestantica. La triste vicenda ha luogo nella Città di Albany.