La bella Parigi che attira una quantità immane di turisti in quanto cosiddetta città d’arte attira anche una feccia immonda proveniente da luoghi lontani. Nella città del Palazzo del Louvre e della Cattedrale di Notre-Dame, del Palazzo Reale e della Torre Eiffel fa capolino un losco personaggio. Costui è originario del Sudan, ha ventiquattro anni, è ben vestito ma… è un criminale. Vaga per il territorio francese senza documenti, senza identità ma nel portafogli ha milletrecento euro in banconote. Il suo status di migrante naturalmente clandestino gli offre protezioni particolari che nessun cittadino né francese né europeo può avere. Infatti gironzola per la Capitale sicuro di sé infischiandosene di ogni regola. E come di consuetudine le regole vanno infrante specialmente se si è clandestini, come si può condannare un uomo privo d’identità? Il dilemma non ha soluzione. Tuttavia al ventiquattrenne africano i dilemmi non interessano e a colpi di bastonate ammazza un settantasettenne transalpino. Perché lo ammazza? Per divertimento. Durante l’aggressione l’assassino si dimentica pure di rubare i pochi denari che la vittima aveva con sé.