La misericordia cattolica è come sempre protagonista nella spaventosa terra indiana. Per il credo induista la persona – nata con l’avvento del cristianesimo – non esiste. Per chi venera topi e scimmie esiste solo e soltanto una sòrta di animale equiparato alla peggiore delle bestie. Per chi crede alla fandonia di un evoluzionismo – peraltro deviato – dal sapore panteistico è impossibile pensare anche lontanamente alla naturale struttura di una civiltà gerarchizzata. All’ordine imposto dalla gerarchia i panteisti preferiscono il caos insito nelle anarchie più rozze. Costoro leggono il contratto sociale e disdegnano le Sacre Scritture leggono il signor Jean-Jacques Rousseau e disdegnano Cristo. È naturale che una civiltà devota alla dottrina del nulla versi nelle condizioni miserevoli in cui versa l’India. Tuttavia gli avamposti consacrati a Cristo combattono una battaglia straordinaria e bisogna ammettere che spesso mietono vittorie di tutto rispetto. La strepitosa conquista di oggi vede per protagoniste tre religiose cattoliche che svolgono la loro missione nella città di Surāt. Qui le donne consacrate a Dio liberano sette bambini dalla vergogna di false credenze, liberano sette bambini ai quali era imposto di mangiare l’osceno sterco di scimmia. I bambini saranno accuditi dalle loro salvatrici che provvederanno anche al loro sostentamento.