A poche ore dalla morte del suo Presidente l’Iran apre indagini approfondite sull’accaduto. Si vocifera che l’incidente sia stato una fatalità ma questa prima versione non convince nessuno, non convince forse nemmeno l’Iran stesso che per il momento non fa trapelare alcuna informazione. I servizii segreti di Teheran sono però già all’opera. Ovviamente stanno agendo con circospezione in quanto ben consapevoli che l’occhio occidentale – da questo momento più che mai – è sempre puntato sull’Iran tutto. Oggettivamente la versione dell’incidente causato da condizioni meteorologiche pessime pare una barzelletta. Teheran permette al suo Presidente di volare nonostante il meteo non lo consenta? Quale Stato commetterebbe un errore simile? È evidente che dietro questa brutta storia – esclusivamente politica – v’è dell’altro. Dietro la morte del Presidente dell’Iran vi sono manovre politico-militar-diplomatiche occidentali connesse alla guerra che sta infuriando nella Striscia di Gaza, ai disordini che si assistono nel Mar Rosso e alla guerra che vede opposta la Russia alla NATO e che sta dilaniando la povera Ucraina dimenticata dagli stessi sostenitori euro-statunitensi capitanati da Washington. L’uccisione della massima carica politica del Paese più potente del Medio Oriente non può che inorgoglire il nemico del sol calante. È una mossa per rendere fortemente instabile il motore dell’Islam con tutte le conseguenze del caso. Riuscirà o non riuscirà l’occidente nel suo sporco gioco? Riuscirà o non riuscirà l’occidente ad annettere una vasta porzione della regione mediorientale? La storia ci fornirà la risposta.