Due carri armati israeliani dislocati nella periferia est di Rafah esplodono. È la resistenza palestinese che fa sentire la sua voce. Giunti a questo punto del conflitto le forze paramilitari di Hamas passano a un’azione di difesa anche con tecniche tipiche della guerriglia in cui l’organizzazione palestinese è maestra. Nella guerra l’improvvisazione gioca un ruolo do fondamentale importanza e Hamas sta applicando tale principio bellico in modo oggettivamente buono. Malgrado le perdite di uomini anche di spicco i musulmani si rigenerano e la perdita di un capo non compromette la loro conduzione della guerra. Questo non è cameratismo bensì cameratismo assoluto. Anche il più piccolo soldato di Hamas ha la forza di un leone scatenato. Siamo dinanzi a combattenti di prim’ordine benché quello palestinese non sia un esercito regolare. Occorre ribadire che una forza paramilitare in talune occasioni è di gran lunga più efficiente di truppe regolarmente inquadrate: è il caso di Hamas. I paramilitari palestinesi forse vinceranno o forse perderanno ma la loro organizzazione bellica farebbe invidia al maggiore esercito regolare del mondo.