A Port Elizabeth una vicenda incresciosa rievoca gli anni torbidi dell’apartheid. La storia si ripete ma in quest’occasione le vittime di allora si trasformano in carnefici e i persecutori di allora sono i perseguitati di oggi. Un orrendo capitolo della storia del Sudafrica che in qualche misura sta riemergendo forse con un’intensità minore però si sta riproponendo. In città infatti tre ragazzi neri prendono con la forza un ragazzo bianco e lo gettano nell’oceano. Tentano di annegarlo ma il ragazzo bianco – abile nuotatore – riesce a fuggire dalle grinfie dei suoi aguzzini benché costretto a muoversi in acqua. La vicenda non restituisce alcun morto e il ragazzo bianco non subisce conseguenze di nessuna sòrta ma il problema infinito della rivalità tra neri e bianchi rimane irrisolto.